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Giovedì 09 Aprile 2009 11:22

FESTA DI SAN GIACOMO

Per i parrocchiani della Chiesa Madre di Ravanusa, dedicata a San Giacomo, festeggiare questa grande figura della Chiesa, da sei anni, grazie a Padre Emanuele Casola, è diventata una consuetudine. Giacomo fu uno tra i primi pellegrini della storia della cristianità, ramingo per volere di Dio col compito di diffondere il vangelo di Cristo fra gli uomini. Questo Santo viene festeggiato il 25 luglio e nei giorni precedenti a tale data tutta la comunità parrocchiale si prepara a ricordarlo con iniziative sempre diverse, che non trascurano, però, il richiamo al pellegrinaggio. Lo slogan che accompagna questa festa è "Ultreia Santiago!", cioè "Avanti sempre!" Senza paura il cristiano deve sentirsi ogni giorno in cammino verso una meta, che è Dio, anche e soprattutto tra le innumerevoli difficoltà della vita. Nonostante la tortuosità del percorso, la speranza di raggiungere la meta non deve venire mai meno al pellegrino. Sull'esempio di San Giacomo, ogni cristiano è invitato a calzare i sandali e con la sacca, la conchiglia e il bastone incamminarsi, passo dopo passo, verso Dio al grido di "Ultreia Santiago!"

Festa dei Nonni

Durante la festa in onore di San Giacomo, la nostra parrocchia festeggia i nonni (prima ancora che venisse stabilita come festività dallo Stato) grazie all'iniziativa di Padre Emanuele. Infatti il 26 luglio giorno in cui si ricordano San Gioacchino e Sant' Anna nonni di Gesù, anche noi ricordiamo tutti i nonni del nostro paese. Ci si riunisce in piazza XXV Aprile e con canti, balli, recite, sorteggi e anche qualche piccolo rinfresco, si passa un festoso e allegro pomeriggio, tra la gioia dei nonni e dei nipoti.

UN FUOCO DI IDEE E SPERANZE DAI CORTILI DI RAVANUSA

Ormai dimenticati da tempo e trasformati in spazi quasi privati, chiusi da cancelli la notte per evitare che possano rifugiarsi nei loro bui angoli persone sconosciute a chi li abita, i tanti cortili del nostro paese hanno perso il sapore dei tempi antichi.
Un po' sbiaditi e solitari non sentono più il calore delle famiglie che li affollavano. Non vedono più le vecchiette sedute all'uscio della porta mentre ricamano e chiacchierano con la vicina. Non sentono le urla e le risa dei bambini che giocano a nascondino. Le galline non beccano il frumento sparso per terra. Gli odori intensi del pane appena sfornato nelle case non riempie l'aria.
Tutto tace nei nostri cortili, la gente ha lasciato le sue abitazioni per trovare lavoro nelle grandi città del nord o c'è chi ha scelto alloggi più confortevoli nei palazzoni del paese.
I nostri cortili un tempo erano luoghi di condivisione di gioie e dolori, si ballava ogni sera a casa della "zita" e nessun vicino rinunciava alle tarantelle, si piangeva insieme nella casa bardata di nero per il lutto.
Erano anche luoghi un po' indiscreti dove ognuno sapeva tutto di tutti. I vicini vigilavano attentamente e conoscevano ogni cosa che accadeva nell'abitazione accanto. Ogni comportamento e scelta di ciascuno era condizionato dalla regola del contesto, del ristretto ambiente dei cortili.
Oggi questi luoghi sono ormai solo angoli vuoti, appendici solitarie del nostro paese.
Da qualche anno, precisamente nel 2002 da quando Padre Emanuele Casola è diventato arciprete della Chiesa Madre di Ravanusa, i cortili del nostro paese nei mesi estivi tornano a vivere anche solo un giorno a settimana, il lunedì, per riempire di contenuti il nostro cammino.
Da vecchi centri di condivisione e di chiacchiere, focolai di vite contadine, i cortili tornano a richiamare la gente, che ormai popola frettolosamente solo le strade, per invitarla a sedere, a fermasi un po' a riflettere.
Questo è lo scopo dell'appuntamento settimanale che caratterizza le nostre estati da qualche anno a questa parte, la riflessione su argomenti importanti scelti ad hoc e che insieme intessono il filo conduttore che annualmente li caratterizza.
Così la mafia combattuta dall'associazione Libera e da Addio Pizzo, Medici Senza Frontiere e la loro opera con gli emigrati che affollano le nostre coste, il volontariato in tutte le sue forme ed espressioni diventano il contenuto dei nostri cortili.
Tra le mura delle case che li chiudono si accende un fuoco di idee e speranze che pulsa ogni lunedì nel cuore di un paese addormentato, un fuoco che prova ad infondere vita e a suggerire sogni alla gente di questi luoghi.

Erika Maria Lazzaro

 

Un "lunedì nei cortili" (c.le D'Azeglio) insieme a Padre Alex Zanotelli per discutere il tema "L' acqua è un bene comune". Padre Alex Zanotelli è venuto a scuotere le nostre coscienze contro la privatizzazione dell'acqua già avviata in Italia.


 

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Uno dei momenti insieme dei "lunedì nei cortili" con Medici senza frontiera.


 

 


Seconda Domenica di Settembre:

FESTA DEL SACRO CUORE A RAVANUSA

Il culto del S. Cuore di Gesù, assai antico e quasi coevo alla fondazione della "Terra" di Ravanusa, fu promosso nel 17° secolo da Santa Margherita M. Alacoque e diffuso da San Giovanni Eudes, insigne predicatore che avversò il giansenismo. La comunità ecclesiale di Ravanusa fu tra le prime a rispondere a tale santa crociata. Nel 1872, l'altare maggiore della nostra Chiesa madre era già dedicato al S.Cuore. Risulta da un rogito testamentario del sacerdote don Francesco Merulla della "terra" di Ravanusa, in cui egli chiede di essere "sepolto in fosso a terra col tabuto, avanti l'altare del S. Cuore di Gesù" (ASA, Not. A. Rizzo, Atto n. 18 del 12 luglio 1782).

E "in fosso a terra col tabuto", avanti il suddetto medesimo altare furono, altresì, sepolti gli arcipreti don Nicolò Lentini e don Mariano Gallo, entrambi della "terra" di Ravanusa. Nel 1790 il primo. Nel 1794 l'altro. La lapide tombale del Lentini, quadrangolare, alquanto logora nella scritta, peraltro irregolare, "Hic iacet archipresbiter D. Nicolaus Lentini ecc...", fu da me scoperta sulla scaletta nel retro dell'altare maggiore. Era riutilizzata a copertura di un gradino di pietrame e gesso. Quella del Gallo, rettangolare, poco più grande, con la scritta "Hic tumulatus extat rev.dus Dominus Marianus Gallo Sacr. Theol. Prof. Archipresbiter ecc..." a caratteri romani, era riposta in un cantuccio sotto altare. Accuratamente trascritte, ora sono custodite in armadio metallico nel salone della Matrice.

Fu Pio IX ad elevare nel 1871 tal culto a festa liturgica solenne, fissata al Venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini. Leone XII appresso lo correlò al mistero eucaristico con encicl. Mirae caritatis del 1902. Conformemente Pio XII con encicl. Haurietis aquae del 1956. Nella diocesi di Agrigento i vescovi Lagumina e Peruzzo lo propagarono con i primi venerdì e con la celebrazione del mese del S. Cuore. Mons. Peruzzo vi aggiunse la consacrazione al Cuore di Gesù delle singole famiglie cristiane.

Nel nostro paese nel 1900, a ricordo dell'anno santo l'arc. Rosario Livatino, a nome del medesimo popolo di Ravanusa, collocò in apposita nicchia dell'altare maggiore la meravigliosa statua in legno del S. Cuore di Gesù. L'autore rimane ancor ignoto. Tra i parrocchiani più anziani, i coniugi Di Rosa-Gallo raccontano d'aver saputo dai loro genitori, che quando si scoprì la statua, togliendola dalla custodia a cassa di legno, la zia del reverendo don Felice Lo Presti, folgorata dalla tanta bellezza del simulacro svenne. Nel 1902, inoltre, al "S.Cuore di Gesù" fu intitolata la "Cassa rurale" il cui era presidente lo stesso rev. Lo Presti e cassiere il rev. Gioacchino Testasecca.

Con l'avvento dell'arcipretura Sorrento la devozione al S. Cuore di Gesù penetrò in ogni famiglia, ben presto al Divin Cuore consacrata. Non c'era allora casa a Ravanusa che non custodisse il quadro o la statuetta del S. Cuore di Gesù e non partecipasse a quella festività liturgica celebrata ogni anno con solennità sempre maggiore, in pompa magna. Risale a quegli anni l'artistica tela di S.Margherita Alacoque, sempre venerata degnamente. Tanti ricordiamo nella nostra infanzia la pia pratica della comunione nei primi venerdì di mese, e molti ancora continuano in quel santo sentiero.

Nel 1954 l'Arc. G. Burgio, a conclusione della Peregrinatio Mariae che coinvolse tutta la diocesi, arricchì la torre campanaria della nostra Chiesa Madre di due campane, di cui una dedicata alla SS. Immacolata e l'altra al Sacro Cuore di Gesù. Quest'ultima porta la seguente iscrizione, inedita: "AVE COR JESUS / ANNO MARIANO 1954 /PREMIATA FONDERIA / DE POLI VITTORIO".

Gli arcipreti che gli succedettero G. Traina, F. Messana, S. Catanzaro e E. Casola hanno continuato a privilegiare quel culto, con sacralità liturgica e gran festa folcloristica di luci, parate e suoni. L'arc. Casola inoltre, in tale occasione ogni anno ha indetto per la vigilia una giornata di digiuno e di preghiera, con veglia notturna ed esposizione del Santissimo.

Salvatore Aronica

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"Donaci un Cuore che veda....."
è l'invocazione che ha preceduto e condotto il tempo nel quale, come comunità parrocchiale abbiamo inteso e intendiamo vivere questa festa, che la tradizione locale ci consegna ogni ultima domenica di Giugno.

Un Cuore che vede..... la richiesta inespressa del senso della vita delle nostre famiglie e di ogni persona.
Un Cuore che vede..... le sofferenze, le morti, i disagi, le assurdità umane che i popoli, costretti dalla guerra vivono, attraverso il cuore, gli occhi, le menti e le mani.
Un Cuore che vede..... il proprio passato dimenticato, da far rivivere.
Un Cuore che vede..... la noia di gran parte dei nostri giovani che si trascinano da una festa all'altra, nella vana ricerca di felicità e l'urgenza di sottrarli alla tendenza di fare di Ravanusa il paese dei Balocchi.
Un Cuore che vede..... i propri peccati, le collusioni con la Mafia e le tante omissioni.
Un Cuore che vede..... le necessità di un incontro col vero Bene personale e Comune.
Un Cuore che vede..... l'Amore di Cristo e cammina con Lui, accogliente e benedicente, per le strade di Ravanusa, in una processione di canti e suppliche per questa nostra Chiesa e per questa nostra terra amata e sofferente. Il Sacerdote consacra tutte le persone che gremiscono la piazza, tutte le famiglie, i giovani ed i bambini di Ravanusa al Cuore di Cristo.
E sia festa perenne per quanti hanno ritrovato il cammino per il Suo Sacro Cuore.


Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Giugno 2013 08:47 )
 

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